Erika D’Elia


nata a Formia,il 14/09/85, vive e lavora ad Ascoli Piceno
Diplomata nel 2004 presso il Liceo Artistico di Cassino(FR) con votazione 93/100;
Laureata nel 2009 all’Accademia di Belle Arti di Bologna,indirizzo Pittura,con votazione 110/110;
Attestato di partecipazione nel 2010 al corso di “Iconografia ortodossa”realizzando ex-novo il Cristo Pantocrato della scuola di Novgorod,presso l’Abbazia delle tre Fontane,Roma;
Dal 2005 inizia a farsi conoscere partecipando a varie mostre collettive e personali di pittura nel territorio italiano,in particolar modo a bologna dove viveva e studiava,tra le più importanti ricordiamo la partecipazione alla collezione permanente,Oasi polifunzionale per la terza età”I Girasoli”Predappio,con il dipinto “nulla dies sine linea”,a cura di Paola Babini,artista e docente all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.
Nel 2009 partecipa alla XXI edizione del Porticato Gaetano,pinacoteca comunale d’arte contemporanea”Giovanni da Gaeta”ottenendo il premio “Manlio Alfieri”con l’opera pittorica”Studio per città utopica”.
Nel 2010 partecipa alla XXII edizione del Porticato Gaetano ottenendo il I°Premio Giovanni da Gaeta con l’opra “Il Passaggio”.
Nel settembre 2011 arriva nel territorio ascolano e inaugura una Mostra Personale intitolata”Il sogno dell’Aria”presso la Pinacoteca civica”Sala Mercatori” di Ascoli Piceno.
Nel dicembre 2011 partecipa alla mostra collettiva “Lascia un Segno” con l’opera “città ideale dopo un lungo silenzio”a cura di Eleonora Frattarolo,responsabile Gabinetto dei Disegni e delle Stampe dell’Accademia di Belle Arti di Bologna,presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Nel 2012 sta preparando i nuovi lavori per la mostra che avrà luogo al Museo Diocesano di Itri nel luglio 2012 in collaborazione con Salvatore Bartolomeo,artista.

visione poetica
…nessun giorno senza linea…questa frase di Plinio è lo slogan che Erika D’Elia adotta nella sua ricerca.Impossibile da contraddire io aggiungerei:”nessun giorno senza linee verticali”.
L’artista disegna città ideali,luoghi dell’anima rappresentano una visione del paesaggio urbano contemporaneo con un retrogusto antico.
Le città appaiono senza uomini:ponti,edifici,terrazze,antenne,strade,guglie appuntite,spigoli e vetrate sono descritti senza tregua dalle linee verticali che scandiscono il color giallastro del supporto cartaceo.La rigidità delle linee verticali non è trattata anche per le linee orizzontali;nei disegni irrompe la forza verticale predominando sul senzo dell’orizzonte.
La profondità nello spazio bidimensionale è resa dalla variazione tonale dei piani con cui si susseguono gli edifici,mentre la grossezza dei segni e la distanza tra segmento e segmento crea un ritmo musicale ipnotico.Le linee,suonate come corde di arpa,sono tese e vibrano al passaggio della gomma che cancella annebbiando la definizione dei contorni.
In Erika la contaminazione tra natura e architettura è presente solo nel contatto marginale tra i confini del disegno e il vuoto”inutilizzato”del foglio.Il vuoto riporta all’unione universale tra:bianco e nero,vuoto e pieno,natura e architettura.Si ha la sensazione sfuggevole,guardando i disegni di Erika,di non afferrare tutto.
Sembra la visione da un finestrino di un auto in corsa:tutto è già passato ma tu devi ancora capire bene che cosa…
testo critico di Giulia Bonora.

Residenza e studio
via Luigi Dari 8, Ascoli Piceno
Email
info@erikadelia.com
Sito
www.erikadelia.com

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