Gaetano Carboni


è nato ad Ascoli Piceno nel 1928. Ha iniziato il tirocinio nella sua città natale ed ha completato gli studi artistici a Roma. Dopo le prime esperienze figurative effettuate tra il 1940 e 1950, è giunto, negli anni ’60, ad un simbolismo “Totemico onirico”. Ha partecipato, fra le tante, alle varie edizioni del Premio Marche ad Ancona, al Premio Antifiorino a Firenze, al Premio Salvi a Sassoferrato (assegnazione di una sala personale), alla rassegna “Il libro d’artista nelle Marche” nel Museo della Carta nelle cartiere Miliani di Fabriano, al Premio Michetti di Francavilla a Mare. Espone alla XIII Quadriennale di Roma, all’università Cattolica di Milano, alla “Fondazione Umberto Mastroianni” di Arpino (Frosinone) e alla Pinacoteca Dantesca “Fortunato Bellonzi” a Torre dei Passeri (Pescara). Fuori d’Italia lo troviamo in Francia, Inghilterra, U.S.A., Spagna e Polonia. Nel 1992 gli vengono dedicate due mostre antologiche dal critico Floriano De Santi, rispettivamente alla succursale FIAT di Pescara e alla civica Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno. Il critico Leo Strozzieri lo inserisce con il quadro “Beatrice” alla Pinacoteca Dantesca – Fortunato Bellonzi – a Torre dei Passeri (Pescara) e lo include tra gli artisti della Pinacoteca d’Arte Moderna di Avezzano. Nel 2003 è tra gli artisti contemporanei: otto pittori, otto poeti partecipanti al Premio Nazionale della Comunità Montana dell’Alto Sangro dedicato a Teofilo Patini e a Benedetto Croce, successivamente è al “Segno nel Tempo”- mostra itinerante: Spagna-Italia, esposizioni alla Cartiera Papale di Ascoli Piceno, Saragozza-Hesca e ad “Arte Incontro” dedicato a Giorgio Gaber, libreria Bocca Milano. Nel 2004 è presente con due opere al “Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 “G. Bargellini” a Pieve di Cento (Bologna) e recentemente è stato invitato alla “III Edizione della Biennale dell’Incisione Contemporanea città di Campobasso. Nel 2005 è presente con un’opera alla Pinacoteca Internazionale Francescana delle Marche” In Nome di Francesco”. Si sono interessati al suo lavoro tra gli altri Carlo Melloni, Luigi Carluccio, Aldo Passoni, Umbro Apollonio, Floriano De Santi, Enrico Crispolti, Marco Valsecchi, Mario De Micheli, Giorgio Cortenova, Toni Toniato, Leo Strozzieri, Giorgio Di Genova, Quest’ultimo, nel 1975, lo inserisce nel volume “La Realtà del Fantastico” e successivamente nel 1991 nella “Storia dell’Arte Italiana del 900 – generazione anni ‘20”. E’ incluso nella Enciclopedia Universale della Pittura Moderna “SEDA Milano” , nelle varie edizioni del Bolaffi Arte (grafica e pittura) e nel Repertorio Degli Incisori Italiani, edito dal Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne del Comune di Bagnocavallo (Ra) e nel Dizionario Degli Illustratori Contemporanei edito dal Comune di Bolzano e Branzolo.

Poetica

1999-2000

Il linguaggio pittorico-grafico, ancora una volta si è decantato nei lavori presentati alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma.
La figurazione omerica si è definitivamente spogliata delle vesti storico-mitologiche trasformandosi nel pigmento chiaro della tela, in nuove forme larvali-totemiche, con scansioni di trascendenza; la mia favola epifania è diventata: “Profeti 2000”.

2000-2005

La lettura dei libri evangelici e di altri testi fideistici, mi ha permesso una conoscenza più approfondita della sacralità attuale e mi ha aperto nuovi orizzonti nelle varie fasi della ricerca onirica-epifanica: così le nuove composizioni scaturite, attraverso la tecnica puntinistica, vengono esantate dalla luminosità e dalla colorazione timbrica. Affrontando cicli su temi sacri, mi sono sforzato di capire e riversare su questi la contemporanea cultura dell’immagine e il bisogno di spiritualità dell’uomo di oggi. In ultima analisi, ho cercato morfologie più attuali per i miei Profeti 2000.-

Leo Strozzieri

-testimonianza-

Gaetano Carboni…. La luce per il maestro ascolano è l’orma del mistero che ci circonda sempre e dovunque fino a suggerire pensieri di smarrimento esistenziale che necessitano di una presenza ultramondana che sappia dare quiete allo spirito umano.
In definitiva quindi, parlare di arte sacra in Carboni – come già detto – equivale a ripercorrere l’intera sua vicenda, in quanto ogni sua opera si attua su di un palcoscenico metafisico, assolutamente privilegiato per l’esplicazione della luce. Se questa è la tesi di fondo, che già giustificherebbe l’etichetta di arte sacra riguardo a questo artista, che dire di alcune opere recenti ispirate da temi strettamente biblici? Ci si riferisce qui soprattutto a tre opere ovvero ad un limpida e straordinariamente solare “Pesca miracolosa” e a due straordinarie Crocifissioni dal titolo “Ora nona” e “Tutto è compiuto”.

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