Massimiliano Orlandoni


E’ autodidatta, tutto il suo percorso artistico attuale inizia nel 1990 durante un viaggio.
Il suo primo lavoro è IL DIAVOLO SULLE COLLINE, pubblicato in volume nel maggio 1998. Iniziato nel 1992 verrà esposto a Cordoba e Malaga (Spagna), Graz (Austria) e Bratislava (Slovacchia). Il lavoro sarà recensito dalle principali riviste italiane. Segue ATTIMI DI ISTANTE PRIMA DELLA MORTE, 1998, lavoro esposto prima ad Arles in Francia e presentato poi, l’anno successivo, nella Galleria The Prinz a Kyoto in Giappone. Sempre nel 1998 viene pubblicato il lavoro dal titolo OMBRE DEI PENSIERI. Nel 1999 presenta a Venezia nel Palazzo Querini Dubois il lavoro LA CITTA’ DEI VISI PERDUTI. A maggio del 2000 è a Milano al Palazzo della Triennale dove espone TRILOGIA DELLA NATURA. Nello stesso anno inizia L’ISOLA DI DERI, che nel novembre del 2001 viene esposto al Museo d’Arte Contemporanea di Zilina in Slovacchia e pubblicato in volume nel dicembre 2002. E’ questo il lavoro di svolta: dopo il culmine del nero assistiamo al graduale dominio del bianco. Nel frattempo, nel settembre del 2000, nasce il progetto Casa-Atelier. Creare una casa d’artista che riproduca elementi del mondo mediterraneo. Ristruttura personalmente un immobile in centro storico a Castelfidardo nelle Marche ed il 26 settembre 2004 inaugura il suo Atelier Chambre. A marzo del 2006 viene insignito dalla Città di Castelfidardo con la Medaglia al Talento e, a dicembre dello stesso anno, viene inserito nel volume Le Marche e il XX secolo – Federico Motta Editore. Nel 2008, presso gli Scavi Archeologici del Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno, viene presentata un’ampia selezione dei suoi lavori e pubblicato un catalogo con testo critico della Dott.ssa Giovanna Bonasegale, direttrice della Galleria Comunale Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

[....] Quando l’appartenenza all’ambito della fotografia “pura” sembrava fuori discussione, comincia nelle sue opere fotografiche un dialogo tra fotografia e pittura che nel tempo diventa sempre più stretto e rigoroso, fino alle opere ultime polimateriche, la cui base, superficie prima, è ancora la stampa fotografica. Una pennellata che integra con fermezza la qualità del lavoro e contribuisce a far assumere al linguaggio di Orlandoni una declinazione sintattica nuova. Così esprime non un cambiamento, ma una modificazione nella sua poetica, avvalendosi sì di una scelta diversa dei mezzi tecnici, ma sapendoli integrare nel rispetto di una riflessione attenta e già consolidata sulla forza espressiva dell’opera, in cui la stampa fotografica gioca un ruolo indiscutibile. Le opere di Orlandoni suscitano interesse perché ci propongono finalmente il superamento lessicale della dicotomia che ha separato molto spesso la fotografia dalla pittura, come se tra le due forme d’arte fosse impossibile una dialettica critica. Il lavoro di Orlandoni ci prospetta una lettura stratificata della contemporaneità. La lezione tradizionale della pittura è tenacemente presente e dà forza alla rappresentazione di accumuli, di sottrazioni e di sfaldamento, che accompagna la nostra quotidianità. Piegare la materia attraverso procedimenti “classici”, espungere la figurazione, far parlare la superficie, i volumi, il supporto e i materiali è un invito forte a interpretare una continuità di cui tutti siamo partecipi, ma ancor più forte a non essere spettatori passivi, a cogliere appunto i singoli frammenti della realtà. (Giovanna Bonasegale)

Sito ufficiale: www.massimilianoorlandoni.it

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