C8 – Otto Artisti Cinesi a confronto


C8
Mostra collettiva di Arte Cinese

SABATO 14 MARZO ORE 17:30
GALLERIA D’ARTE VILLA PICENA
VIA SALARIA 66 COLLI DEL TRONTO (AP)

 

VERNISSAGE: sabato 14 marzo ore 17:30

FINISSAGE: martedì 31 marzo

AUTORI: Wu Tao; Yao Jinling; Lilly; Xu Maoping; Zhang Sheng; Pei Shuo Yang;Zhang Zhan; Yen Yuen

CURATORI: Andrea Valentini; Alessandro Zechini; Hawa Said

TESTI CRITICI: Emiliano Canali

GENERE: arte contemporanea, collettiva

EMAIL: info@artevillapicena.com

WEB: www.artevillapicena.com

TELEFONO: 0736/892571

FAX: 0736/892460

ORARIO: tutti i giorni su appuntamento (possono variare, verificare via telefono)

BIGLIETTI: ingresso libero

Wu Tao
Nelle opere dell’artista vita-morte, libertà-prigionia trovano equilibrio nella forma, essa è esasperata dal convulso vortice di linee, macchie, sgocciolature di pigmento che in modo furioso delineano forme e personaggi, ambedue sono esempi di realtà decedute, abbandonate, prive di esistenza, il suo rapporto con l’essere e il tangibile è caratterizzato dalla solitudine, dalla consapevolezza che la libertà non è sinonimo di appagamento (Storie cinesi-le sedie rosse) né di manifesta libido (Storie cinesi n. 3, 4, 5, 6).

Yao Jinling
La sensazione che si ha dinanzi a un quadro di Jinling è la stessa che si prova quando dal sonno profondo e in balia di un sogno ci si sveglia e, la visione, bella o brutta che sia, lascia il posto alla comparsa della ragione, la figura diventa indistinta – ectoplasma – macchia che si allontanano dalla nostra coscienza. Lo stile pittorico di Jinling è morbido, ovattato che ben esprime la sensazione onirica. Cosa rappresentano le figure, questi corpi indistinti? Sicuramente l’estraniazione, il senso di abbandono, un segreto ancestrale che vorremmo ricordare ma che la ragione allontana.

Lilly
Le opere di Lilly vivono di concetti contrastanti di repulsione e attrazione, addormentano la carne ma risvegliano la mente, parlano di eros ma esso diventa oblio delle nostre pulsioni vitali. Tutto è ben espresso dal colore “nebbioso”, mai acceso, che risulta avvolgente come un “canto di sirena”, invita ma fa tremare. La simbologia sacrale dell’acqua, liquido amniotico che avvolge le figure, vuole dare la vita Lilly, ma in essa i corpi si abbandonano a un inevitabile oblio.

Xu Maoping
Il procedimento creativo di Xu Maoping si basa sul modulo lineare, che avvolge il piano pittorico insieme a una stesura cromatica che rende il tutto più pulsante e drammatico. Non è espresso il rigorismo intellettuale dei nostri Modernisti ma la consapevolezza che nell’armonia e nel ritmo si celano imprevedibilità e sentimento, musica e dramma, dove il segno, calibrato e il colore “espressionista” sono simboli primordiali del nostro  Essere.

Zhang Sheng
Ogni cultura ha la sua luce e la sua ombra, l’arte ha la possibilità di svelare le ombre e valorizzare le luci- questa è una premessa necessaria per comprendere la pittura di Sheng che ben equilibra le tematiche sociali del suo paese con la violenza cromatica dell’Espressionismo tedesco. Ciò che aggiunge l’artista è il sarcasmo, l’abilità di unire il dramma esistenziale delle “donne oggetto” con il gioco innocente delle bambole. Il colore, mai eccessivamente caldo (prevalgono i colori freddi), rende le sue “Barbie”prive di viscerali pulsioni carnali.

Pei Shuo Yang
Le opere di Yang esprimono il desiderio autentico di libertà, di ricerca di spazi ampi ma che le circostanze avverse non permettono di realizzare. Le linee e i colori dati in modo convulso sono ristretti nel limitante supporto pittorico e l’effetto è quello di rimanere soffocati, schiacciati da una assillante claustrofobia. Nella pittura di Yang è espresso il desiderio ardente di poter esprimere l’essenza più profonda che spesso è calpestata da tabù e frustrazioni.

Zhang Zhan
La bellezza è intorno a noi, non è fatta di elementi definiti ma è pura aria, dissolvenza della materia, è la certezza di poter appartenere al tutto e di non essere elemento definito. La poetica di Zhan è ricca di questa possibilità, noi non siamo elementi finiti ma disperdiamo le nostre energie e se esse sono positive possiamo donare armonia al Tutto. Il gesto rapido, espressivo dell’artista, è usato per meglio raffigurare la “dissolvenza” dell’essere finito che si abbandona all’Infinito.

Yen Yuen
Nelle opere di Yuen il richiamo all’ Espressionismo tedesco non è legato alla tecnica pittorica ma nella composizione dello spazio che risulta opprimente, chiuso. Le linee dello stesso accennano alla profondità ma, rette contrastanti, rendono l’ambiente soffocante. I personaggi spesso sono rappresentati in primo piano, assumono forme contorte e l’insieme è terribilmente emozionante.