MA LIN – Classicismo pop


MOSTRA PERSONALE: MA LIN

DOMENICA 15 MARZO ORE 18:00
CAFFE’ STORICO MELETTI
PIAZZA DEL POPOLO, ASCOLI PICENO

VERNISSAGE: domenica 15 marzo ore 17:30
FINISSAGE: martedì 31 marzo
AUTORI: Ma Lin
CURATORI: Andrea Valentini; Alessandro Zechini; Hawa Said
TESTI CRITICI: Emiliano Canali
GENERE: arte contemporanea, personale
EMAIL: info@artevillapicena.com
WEB: www.artevillapicena.com
ORARIO: tutti i giorni su appuntamento (possono variare, verificare via telefono)
TELEFONO: 0736/892571
BIGLIETTI: ingresso libero

Il bagaglio figurativo di Ma Lin è evidentemente incentrato sulla ammirazione per la più alta scuola pittorica e disegnativi, quella del classicismo dell’arte Greca e Romana, ma è anche ricca di valenze sociali, politiche e morali.
L’ arte del maestro è accurata, attenta al reale, ma capace di contenere valenze simboliche, il tema centrale di tale poetica è l’uomo.
Guardando le opere di Ma Lin l’occhio si sofferma sulla bellezza michelangiolesca dei corpi (sia delle sculture che non), sulla minuziosa definizione di ogni parte anatomica, ma, il divino Michelangelo (artista simbolo del Rinascimento insieme ad altri “citati” da Ma Lin) non è ammirato solo come l’artefice, il genio ispirato, figura sacrale tanto cara a un grande artista del passato William Blake che vedeva in lui “il filo sottile capace di unire il cielo e la terra” (G. C. Argan) ma ora viene guardato con meraviglia per poter descrivere l’Inadeguatezza dell’Individuo.
Perché l’uomo è solo? Da che cosa e da chi è schiacciato?
Osservando le opere del maestro cinese si rimane turbati e affascinati dalla predominanza del colore nero, esso è plumbeo, quasi violaceo, carico di significati simbolici assillanti e sempre attuali, immagine eterna del mistero e della morte.
Il Bello e il Buono sono le uniche forze che abbiamo per contrastarlo; l’arte vive, è pregna di queste verità, essa (la grande Arte) è sempre Bella e Buona e quindi rimane in eterno -ecco allora apparire il dramma- l’Arte vive all’uomo, non è caduca, l’istante perfetto, immobile, le permette di esistere sempre.
E l’uomo? Schiavo del Tempo, delle sue imperfezioni e limiti, non è capace di alzare la testa.
La pietra e la carne sono raffigurati simili ma tra loro non c’è comunione; la prima è consapevole della sua acquisita Immortalità e l’altra di aver perso il suo essere, è ripiegata su se stessa, non è più “padrona” e nemmeno archetipo, fonte ispiratrice del sapere.
La perdita dei saperi e la denuncia nei confronti di una cultura estranea all’uomo è l’altro argomento caro a Ma Lin, raffigurato magistralmente nelle opere intitolate Il corpo e la soglia.
La soglia non fa guardare oltre, vincolo sia psicologico che fisico e, anche quando viene sollevata, il senso di frustrazione è alto, perché oltre,  c’è solo il vuoto divorante del buio.
L’uomo è lasciato in balia di se stesso, non ha aiuto, la donna non è più sua compagna; nei quadri intitolati Su e Giù, è raffigurata in modo stilizzato, arcaico, “primitivo”, appartiene a un’altra dimensione, sempre messa in contrapposizione al maschio.
Tra i due sessi non c’è abbraccio, i loro corpi si sfiorano ma si ignorano, l’equilibrio cosmico dello Yin e dello Yang sembra spezzato.
Non c’è salvezza?
La Via  non viene dall’alto, da un essere superiore, ma nel saper sorridere, di trovare nel dramma una vena sottile di ironia, capace di ridicolizzare il potere (La domanda e Dialogo) e di evidenziare le confusioni emotive e esistenziali insite nella natura umana (l’uomo principessa).

Emiliano Canali