TERENZIO EUSEBI – Hidden forms


Sep ’12
7
19:00

Le Hidden forms di Eusebi, le Forme nascoste del titolo di questa mostra, sono appunto elementi che sembrano nascere dai materiali, dal caso, da qualcosa di spontaneo…

Kunsthalle, Lana (Bz)
Vernissage ven 07.09.2012, ore 19.00
Musica: Opening Livemusic: DJ Mam (sunday best)

sab 08.09.2012, ore 10.00 – 18.00
La mostra resta aperta al pubblico per sole 48 ore.

Artista: Terenzio Eusebi
A cura di: Valerio Dehò

Attraverso i suoi lavori Terenzio Eusebi rappresenta un mondo che è apparente deserto di uomini. In effetti, riesce a costruire perfettamente uno spazio umano in cui la presenza antropologica lascia tracce non apparenti, ma fortissime. Luogo d’architetture, di forme che non hanno l’evidenza definitiva, il lavoro di Eusebi procede per similitudini, si sviluppa quasi organicamente come un progetto utopico. La sua poetica del Non-finito o in-infinito richiede un’attenzione particolare e un grande tempo di messa a punto delle opere soprattutto nella loro relazione tra forme e materia.
Non vi sono valori costruttivi da esaltare, geometrie da saldare tra di loro alla ricerca di una perfezione strutturale, ma tutto si tiene assieme per una necessità intima, per una volontà delle forme di aderire ad un progetto non dichiarato.
Le “Hidden forms” di Eusebi, le “Forme nascoste” del titolo di questa mostra, sono appunto elementi che sembrano nascere dai materiali, dal caso, da qualcosa di spontaneo che può apparire distante  dall’uomo. Invece, si tratta di forme che sono il risultato dell’esperienza artistica di secoli, prodotti della sensibilità dell’artista che cerca costantemente l’essenziale. Le forme, quindi, danno luogo a piccole sculture in materiali diversi, dal cartone, al gesso alla gomma, che sono state distribuite negli ampi locali dell’Eurocenter, come se fossero germinazioni spontanei o prodotti del caso e della dimenticanza. L’artista diventa un ricercatore, colui che scopre direttamente la forma nella materia, la sua abilità sta quasi nel riuscire a farsi da parte, lasciando al minimalismo, al gesto essenziale, la capacità di parlare dell’uomo e della sua infinita capacità di creare oggetti nuovi e di portare al pubblico lo stupore della semplicità.
Valerio Dehò

Vedute della mostra (7 sett. 2012)

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