Mostra di Osvaldo Licini ad Art Verona 2016


Oct ’16
14
18:00

FOCUS XX
OSVALDO LICINI: EEE
a cura di Andrea Bruciati
In collaborazione con:
Comune di Ascoli Piceno
Galleria Civica di arte contemporanea di Ascoli Piceno
Associazione Arte Contemporanea Picena.

A partire dal 1999 l’Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno ha inteso arricchire le proprie collezioni acquistando più di settanta opere di Osvaldo Licini: si tratta di disegni, tele e micropitture realizzate dall’artista marchigiano (1984-1958) nell’arco della sua carriera, spaziando dalla pittura figuratva a quella astratta per poi approdare ad una sorta di personale lirismo surreale. Questo nucleo, che comprende anche le opere di altri artisti con i quali egli fu in relazione ( Morandi, Severini, De Pisis, Fontana) si è integrato con le preesistenti collezioni comunali di arte contemporanea che includono una notevole raccolta di grafica novecentesca e le opere degli artisti ascolani del XX secolo.
Recentemente sono stati acquisti anche i volumi, alcuni carteggi e le fotografie di Osvaldo Licini e della moglie, la pittrice svedese Nanny Hellstrom così da creare un archivio utile a quanti intendono studiare la figura dell’artista marchigiano sia dal punto di vista pittorico che letterario. La collaborazione con importanti istituzioni nazionali ed internazionali ( Mart di Rovereto, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Galleria d’Arte Contemporanea di Torino, Musei Vaticani, Fondazione MAPFRE di Madrid, Museo Civico di Lugano) ha consentito negli ultimi anni di sollecitare una nuova attenzione nei riguardi di Osvaldo Licini e la partecipazione all’iniziativa promossa da ArtVerona si iscrive in questo percorso volto a qualificare l’opera di un pittore che, pur avendo scelto di vivere isolato nel suo “natio borgo selvaggio”, ha saputo intercettare le pulsioni e le dinamiche artistiche del Novecento europeo.

Terzo appuntamento per il format Focus XX, teso alla rilettura dei grandi maestri dell’arte del dopoguerra italiano, che si rivolge ora alla produzione poetica, intima e sensibile di Osvaldo Licini.
Ad essere evidenziato è quel primitivismo fantastico da cui nascono opere rarefatte ed eleganti, spazi di un mondo immaginario, popolato di tradizioni, di personaggi di un’epopea paesana e locale, disegnati e graffiti sui muri, di filastrocche, di misteri.
Il maestro è, come lui stesso si definisce eretico, erotico ed errante: EEE.
Schivo piuttosto che esplicativo, l’artista rivendica alla pittura il diritto di essere irrazionale, ma al tempo stesso di essere un linguaggio autonomo fatto di forme e di colori, in nessuno modo rappresentativo del reale i suoi dipinti non sono che indizi, il gioco di un intelletto raffinato, una strada totalmente nuova per la pittura italiana.
Per Licini dunque la battaglia per la modernità passa attraverso una forma capace di restituire anche il lato misterioso e sfuggente della vita. Non a caso nel suo astrattismo geometrico rimane qualcosa di lirico, il blu intenso del mare, il nitore di una luce pura e pulita come l’aria, le righe sottili, quasi fossero dei tralicci che la memoria confonde e rielabora costruendo paesaggi in bilico tra desideri, suggestioni, nostalgie e tensioni indefinibili. Le superfici granulose e impastate tagliate da filamenti sono figure di un linguaggio percettivo che coinvolge anche la sfera delle emozioni. Erede di Leopardi, suo conterraneo, Licini inventa creature e visioni antropomorfe che si burlano di noi, delle nostre illusioni, leggere, svolazzanti nell’aria.
L’Olandese volante, personaggio senza pace, protagonista del folklore nordico, la Amalassunta, altra creatura della notte, luna luciferina, strano mutante, o quegli esseri fieri e sfuggenti, gli Angeli ribelli, sono ben evidenziate dalle opere in mostra, coerentemente selezionate dalla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno per ArtVerona 2016.

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